La Leggenda Di Santa Maria Maggiore

Una della quattro grandi basiliche papali di Roma, è la basilica di Santa Maria Maggiore che è la più grande chiesa al mondo dedicata a Maria Vergine. Fu infatti costruita nel 432 d.c., per volontà di Papa Sisto III, al fine di celebrare Maria quale madre di Dio, come era stata proclamata nel concilio di Efeso tenutosi l’anno precedente. Nel corso dei secoli ha subito numerosi cambiamenti ed è stata arricchita da una serie importante e difficilmente elencabile di tesori ed opere d’arte.

Ciò che in questa sede ci interessa analizzare e raccontare, è però la stravagante leggenda che riguarda la sua fondazione. La basilica di Santa Maria Maggiore è stata per secoli chiamata erroneamente “Liberiana” ed anche “Santa Maria ad Nives” (cioè Santa Maria della Neve). Secondo la leggenda la notte del 4 agosto del 352 d.c., papa Liberio (da cui deriva il nome “Liberiana”) fece uno strano sogno: gli apparve la Vergine Maria dicendogli che il giorno dopo sarebbe accaduto un evento eccezionale. Ebbene là dove questo strano evento si veniva a verificare, sarebbe stato compito del papa erigere una chiesa di notevoli dimensioni e dedicarla alla Madonna. Lo stesso sogno fu fatto da un’anziana coppia di patrizi romani. Costoro avevano già deciso di donare parte della loro cospicua eredità alla chiesa al fine di costruire un luogo di culto da dedicare a Maria, di cui erano devoti. Il mattino dopo, tra lo stupore generale, il Colle Esquilino, in piena estate si risvegliò coperto di neve. Era un evento del tutto eccezionale, mai aveva nevicato a Roma in quella stagione! La coppia di nobili e il papa si ritrovarono casualmente sul Colle e, increduli e frastornati, si confidarono i sogni che avevano fatto la notte prima, trovandoli del tutto identici anche nei minimi particolari. Era il segno divino che là doveva sorgere la basilica e che la coppia doveva devolvere parte del proprio patrimonio per la realizzazione dell’impresa. Iniziarono quindi a tracciare sulla neve quella che doveva essere la gigantesca pianta della chiesa. La neve con il suo manto bianco e candido era il simbolo della purezza; era il segno inequivocabile della presenza della Madonna. Ecco il motivo per cui viene chiamata anche “Santa Maria ad Nives”. Questa leggenda nei secoli si diffuse in maniera molto importante, si pensi al fatto che solo in Italia sono molti i paesi e le città che hanno come patrona la Madonna della Neve. Tale mito, inoltre, è descritto su pietra, in maniera evidente, su un bassorilievo che si trova nell’abside della basilica. In questa opera della seconda parte del XV sec., viene descritto papa Liberio che, attorniato dalla folla, viene a tracciare le fondamenta dell’edificio sacro. Peraltro in uno degli ambienti più spettacolari di Santa Maria Maggiore, la Cappella Paolina così chiamata perche fatta edificare da Paolo V all’inizio del ‘600, è conservato un dipinto che ha come soggetto la Madonna della Neve. Di difficile datazione, questa immagine è anche chiamata “Salus Populi Romani” (dal latino, Salute del Popolo Romano), in quanto ad essa sono attribuiti numerose attività miracolose a vantaggio del popolo. Infine da menzionare una piccola curiosità che riguarda questa leggenda. Ogni 5 agosto dalla cupola della Cappella Paolina vengono gettati petali di rosa, in una suggestiva cascata floreale. Viene così ricordata questa miracolosa nevicata e si compie ogni anno, in questo modo, la leggenda di Santa Maria Maggiore. Una leggenda che non si sa bene quando nacque ma che, ancora ai giorni nostri, è forte nella coscienza popolare. 

 

Giuseppe Rosselli

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