La Scalinata

È forse la scalinata più famosa al mondo non fosse altro che per la spettacolarità che la caratterizza e che la rende una meta d’obbligo per chi visita, anche per pochissimi giorni, la Città Eterna. Capolavoro dell’architettura barocca, questa scalinata collega la centralissima Piazza di Spagna con Piazza Trinità dei monti, su cui si affaccia l’omonima Chiesa.

La scalinata fu costruita per creare un collegamento tra due zone differenti della città; quella sovrastante a forte presenza francese e quella sottostante a forte presenza spagnola (da cui prende il nome la Piazza).Prima della sua edificazione, avvenuta tra il 1723 ed il 1726, si era pensato a diverse soluzioni per colmare questo dislivello e creare, così, un collegamento. Si pensi al fatto che nella seconda metà del XVI vi furono, prima, piantati degli olmi (soluzione che non convinse molto) quindi si pensò alla costruzione di una gigantesca fontana. Tale idea sembrò estremamente difficile da realizzare visto il notevole dislivello;  pertanto si pensò ad una scalinata. Decise in tal senso il Cardinale Mazzarino. I primi progetti già erano pronti nel 1660 ma, a seguito della morte del prelato, non se ne fece nulla. Bisognerà aspettare l’inizio del XVIII sec, superati i contrasti tra lo Stato Chiesa Pontificio e la Francia riguardanti la proprietà dell’area, per vedere il progetto prendere realmente forma. I lavori iniziarono nel 1723, sotto il pontificato di Innocenzo XIII, e si conclusero 3 anni più tardi durante il papato di Benedetto XIII seppure la scalinata fu inaugurata già nel 1725, in occasione del Giubileo. Essa è costruita in travertino ed è caratterizzata da una serie di rampe e balaustre che ne rendono il disegno molto armonioso e spettacolare al tempo stesso. È l’esaltazione dell’architettura tardo-barocca. I 135 gradini, che la costituiscono e che si articolano in 12 rampe, sembrano quasi adagiarsi sul colle in una serie di rientranze e sporgenze che lasciano davvero con il fiato sospeso. La scalinata ebbe subito un successo notevolissimo; nelle calde serate estive degli anni successivi alla sua apertura, già era, come oggi, punto di ritrovo di giovani in cerca di divertimento e svago. E fin da allora, come oggi, si ebbero divieti, puntualmente disattesi, di stazionare sulla stessa e di sedersi sui gradini nelle ore notturne. Nell’800 si sviluppò la curiosa usanza, da parte di giovani ciociare (nome derivante da una zona del basso Lazio, chiamata Ciociaria), di vendere, nel loro costume tradizionale, fiori lungo la scalinata. Spesso succedeva che artisti e pittori che soggiornavano nella zona, prendessero le fanciulle come modelle delle loro realizzazioni. Segno evidente che con ogni probabilità si trattava di belle ragazze! Con la fine del XIX sec si pose termine a questa simpatica tradizione che fu però sostituita dalle esposizioni di azalee che nel periodo primaverile abbelliscono la scalinata facendola diventare una vera terrazza-giardino. L’azalea, simbolo floreale della primavera, particolarmente amata come pianta ornamentale nell’antica Roma, era utilizzata dagli antichi anche per il suo particolare nettare. Ne erano ghiotti, seppure erano consapevoli che alcune specie di questi splendidi fiori ne producessero una varietà non commestibile. Columella, noto scrittore romano vissuto nel I sec. d.c. e grande conoscitore di agricoltura, lo definiva “miele tossico”. Tornando alla nostra scalinata, bisogna ricordare che sui cippi, in fondo alla stessa, sono scolpiti sia i gigli, simbolo araldico della monarchia francese, che le aquile. Questi animali erano il simbolo della famiglia dei Conti a cui apparteneva Innocenzo XIII,  il papa che diede inizio alla  sua realizzazione. Un’ultima considerazione merita l’architetto di questo capolavoro del ‘700, Francesco De Santis. Architetto già conosciuto prima della sua realizzazione, divenne famosissimo dopo questo suo lavoro. Tutt’oggi viene considerato come uno dei più geniali artisti del tardo barocco. Tuttavia due anni dopo aver ultimato quest’opera, fu citato in giudizio per risarcire i danni causati alla scalinata da una fortissima pioggia che, secondo alcuni, aveva dimostrato dei difetti strutturali di cui egli era responsabile. Fu assolto dalle accuse ma da allora non gli furono dati più lavori di una certa importanza. Come dire che la scalinata fu la sua fortuna e la sua rovina!

 

Giuseppe Rosselli

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